giovedì 22 gennaio 2015

#ControOgniMafia 1° incontro

Primo appuntamento del ciclo d'incontri #ControOgniMafia dedicato alla legalità e trasparenza nell'amministrazione pubblica.
Presentazione dell’iniziativa di LIBERA “Riparte il futuro”; i beni confiscati nel nostro territorio.

Incontro con
Giuseppe Giuffrida, Responsabile Beni Confiscati LIBERA - Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie coordinamento provinciale Brescia - coordinamento Regionale Lombardia;
Gianluca Cominassi, Sindaco del Comune di Castegnato, aderente alla campagna promossa da Libera "Riparte il Futuro";
Emanuele Ziliani, consigliere delegato alla trasparenza nel medesimo Comune.




La campagna Riparte Il Futuro by Officina Civica

martedì 13 gennaio 2015

Presentazione del ciclo d'incontri #ControOgniMafia

Perché è importante occuparsi del tema della legalità? Più in generale perché è importante occuparsi della legalità legata alla gestione amministrativa di un Comune?
Apparentemente la prima domanda sembra mera retorica. In realtà ogni giorno la cronaca giornalistica ci mette davanti a un continuo susseguirsi di fatti, indagini, sentenze e inchieste che mostrano come il tessuto produttivo, politico e sociale sia particolarmente permeabile e predisposto a tralasciare la legalità prediligendo l’incontro di truffaldini interessi economici a scapito del bene comune.
Ciò che colpisce forse non è solo la portata e la consistenza di ciò che i media ci mostrano, ma proprio il fatto che difficilmente le autorità competenti possano muoversi per tempo cercando di prevenire questo “malcostume” così dilagante.
Ha senso allora organizzare un incontro che parte da un punto di vista invece molto territoriale e, potremmo dire, “in piccolo” e che riguarda la gestione amministrativa?
La risposta qui è meno scontata se non si parte da due presupposti. Innanzi tutto l’illegalità prospera nella società che ignora l’esistenza di certi fenomeni e prospera anche sulla nostra piccola omertà davanti a certe prassi, certi consolidati modi di muoversi, certe consuetudini.
Il secondo, e forse meno intuibile, è che l’illegalità e soprattutto le mafie prediligono di gran lunga operare all'interno di piccole comunità insospettabili, su piccoli appalti, su piccole vicende di gestione del territorio etc.
Una lettura anche superficiale dei dati sulla presenza mafiosa nella nostra terra – ora che, a differenza del passato, siamo più o meno tutti convinti che la mafia c’è anche da noi – o della dislocazione e la tipologia dei beni confiscati o del tipo di società e di interessi ci consegnano una fotografia del nostro territorio molto inaspettata quanto negativamente straordinaria.
Ad esempio potremmo stupirci nello scoprire quanti sono gli immobili o le aziende confiscate nel bresciano e scopriremmo che il nostro territorio, così come quello della nostra Regione in generale, è uno di quelli prediletti per le attività di organizzazioni criminali.

Laboratorio Polis e Officina Civica organizzano una ciclo di tre incontri con lo scopo di realizzare un quadro dello stato dell’arte.


Il primo sarà appunto sul tema locale amministrativo. I principali attori della lotta alle mafie sono infatti tutti concordi nel dire che risulta ormai imprescindibile costruire e consolidare una cultura della legalità anche qui da noi, così come è diventato fondamentale informare e formare una classe dirigente consapevole di ciò che sta accadendo e che sia in grado di utilizzare o di promuovere gli strumenti necessari a costruire l’argine di civiltà che manca.

Relatori della serata saranno Giuseppe Giuffrida, Responsabile Beni Confiscati LIBERA - Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie coordinamento provinciale Brescia - coordinamento Regionale Lombardia, Gianluca Cominassi, Sindaco del Comune di Castegnato, aderente alla campagna promossa da Libera "Riparte il Futuro" ed Emanuele Ziliani, consigliere delegato alla trasparenza nel medesimo Comune.


Nel secondo verrà allargato lo sguardo alla nostra provincia. Saranno presenti alcune associazioni antimafia del territorio che ci aiuteranno a fare una ricognizione sullo stato della presenza mafiosa nel bresciano. Il monitoraggio territoriale delle singole associazioni "sul campo" è fondamentale per un'azione efficace di contrasto, ed è altrettanto primario che le singole forze vengano messe in rete fra loro.

Ancora molto può essere fatto per impedire che le mafie dilaghino ulteriormente nel bresciano, per questo un incontro-confronto tra chi se ne occupa costantemente e s'impegna nella diffusione di una cultura della legalità. Saranno con noi: Daniela Faiferri, referente LIBERA - Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie coordinamento provinciale Brescia, Fernando Scarlata, coordinatore del Comitato antimafia di Brescia “Peppino impastato”, Andrea Grasso della Rete antimafia provincia di Brescia.

Nel terzo incontro, conclusivo del ciclo, ospite unico sarà Nando dalla Chiesa, uno dei massimi esperti di mafia in Italia. Presidente onorario di LIBERA, professore di Sociologia della criminalità organizzata all'Università degli Studi di Milano, è inoltre presidente del Comitato di esperti per lo studio e la promozione di attività finalizzate al contrasto dei fenomeni di stampo mafioso e della criminalità organizzata sul territorio milanese. L'ultimo libro scritto, pubblicato lo scorso anno, è "Manifesto dell'Antimafia".

In quest'ultimo appuntamento il professore ci aiuterà a tirare le fila del discorso su mafie e corruzione, inserendolo in una prospettiva nazionale e internazionale, senza perdere di vista la specificità lombarda del fenomeno.


Laboratorio Polis & Officina Civica





venerdì 7 novembre 2014

Muri che dividono. Da Berlino a oggi

9 Novembre 2014: 25° anniversario della caduta del muro di Berlino.

Introduzione
Il muro di Berlino, e gli altri
A cura di Officina Civica

Intervento
Ponti e non muri
Fabio Corazzina, parroco a Santa Maria in Silva (Brescia), già coordinatore nazionale di Pax Christi, ha lavorato in territori di conflitto: Balcani, Medio Oriente, Iraq.

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mercoledì 1 ottobre 2014

Incontro con Manlio Milani

Commemorazione del 40° Anniversario della Strage di Piazza della Loggia


Le slide dell'incontro



Incontro con Manlio Milani - 40° Anniversario della Strage di Piazza Loggia from Officina Civica



L'audio dell'intervento


link all'intervento completo: parte uno e parte due

La logica della strage

Attentati singoli / stragi. La violenza stragista disumanizza, prescinde dalle persone e dalle loro storie.


Le premesse - attentati

Escalation di violenza nel corso dei mesi precedenti la strage del 28 Maggio


Le premesse - referendum sul divorzio

Segno del cambio profondo della società italiana. Strumento che coinvolge direttamente la cittadinanza nella scelta, grande mobilitazione democratica che va oltre gli schieramenti: unisce in una battaglia per i diritti civili anche fronti opposti.


Le premesse - l'Italia divisa

Partecipazione democratica / estremismo politico


Una strage particolare

Stragi terroristiche: colpire un qualsiasi cittadino; rendere insicuro qualsiasi luogo e ingenerare paura; portare alla richiesta di ordine e sicurezza. (Ad esempio, Piazza Fontana)
...e strage politica: avviene durante una manifestazione che risponde alla violenza delle stragi con la partecipazione collettiva, democratica e antifascista. La bomba colpisce per condizionare pesantemente la dinamica politica e la richiesta di cambiamento che stavano avvenendo in quegli anni.


I funerali: la piazza in mano ai cittadini

La risposta della cittadinanza e delle organizzazioni durante le celebrazioni dei funerali è il lascito di quei giorni: alla violenza contro le istituzioni si rispose con la loro difesa.


Bartolomeo Talenti


Le vittime, e ciò che rappresentano


La sconfitta dei progetti eversivi, la vittoria dell'opacità dei servizi


La reazione - la città


La reazione - incomprensioni, depistaggi, contrapposizioni ideologiche

Inizialmente, uso strumentale della strage. 
Sul piano nazionale ha innescato la risposta ideologica di chi ha creduto fosse in atto una guerra. Le forze governative non erano più riconosciute come baluardo della democrazia.


La memoria - fare distinzioni

Comprensione delle reali responsabilità. Sono uomini dello Stato che hanno permesso la scoperta delle verità.


La memoria - l'elaborazione della Città 


Quali verità sappiamo


Perché continuare con i processi?

Ricerca della verità da parte della Giustizia, cioè lo Stato, cioè noi tutti.


L'importanza del senso delle istituzioni


La strage sulla propria pelle


La disumanizzazione della strage

Non l'obiettivo strategico da abbattere,  ma la morte per la morte, annullamento del valore della vita umana.


I ricordi personali, le reazioni


L'elaborazione collettiva del lutto, la responsabilità della testimonianza

La solidarietà della città e la responsabilità, nei confronti di essa, della memoria di quella vicenda che appartiene a tutti, come collettività.

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I domanda: il generale Delfino


II domanda: perché non affidarsi agli storici, invece che ai giudici?


III domanda: gli insegnanti, simbolo del cambiamento, vittime della strage


Un'epoca di grandi cambiamenti, che la strage vuole colpire


Il '68, la trasformazione della scuola

Esercizio di analisi libera dei fatti


La paura della "conquista comunista"

Conventio ad excludendum


L'attacco alla costituzione: movimenti democratici contro eversione nera e radicalismo rosso

La violenza dei due fronti opposti è accomunata dall'attacco alla costituzione. Destabilizzare per stabilizzare.
Ma, alla fine, ha vinto la democrazia.


Il ruolo della politica

Necessità di analisi e riflessione della politica su quegli anni, assunzione di responsabilità.
Opposti estremismi, negazione della legittimità dell'altro.


Il ruolo della magistratura

e il rischio di fraintendimenti


Il ruolo della storiografia

differenti indagini tra terrorismo di sinistra e stragismo di destra.


Il ruolo di Governo e Parlamento: gli archivi segreti, la legislazione

La desecretazione di cui si discute in questi giorni; il problema della frammentazione degli archivi; necessità di fare ordine: scadenza della segretezza; responsabilità della gestione dei documenti segreti nelle mani dello Stato e non più degli informatori; il reato di depistaggio.


Fare i conti con il nostro passato per poter affrontare il presente


Il capitano Delfino, il primo processo, Ermanno Buzzi e Ugo Bonati


Ringraziamenti e saluti